"C'è un paesaggio interiore, una geografia dell'anima; ne cerchiamo gli elementi per tutta la vita. Chi è tanto fortunato da incontrarlo, scivola come l'acqua sopra un sasso, fino ai suoi fluidi contorni, ed è a casa. Alcuni lo trovano nel luogo di nascita; altri possono andarsene, bruciati, da una città di mare, e scoprirsi ristorati nel deserto. Ci sono quelli nati in campagne collinose che si sentono veramente a loro agio solo nell'intensa e indaffarata solitudine della città. Per qualcuno è la ricerca dell'impronta di un altro; un figlio o una madre, un nonno o un fratello, un innamorato, un marito, una moglie o un nemico. Possiamo vivere la nostra vita nella gioia o nell'infelicità, baciati dal successo o insoddisfatti, amati o no, senza mai sentirci raggelare dalla sorpresa di un riconoscimento, senza patire mai lo strazio del ferro ritorto che si sfila dalla nostra anima, e trovare finalmente il nostro posto".
Che sdolcinata del cazzo sei. È chiaro che devi provare qualcosa, è innato. Poi se stai lì a rimuginarci troppo arrivi a credere che sia amore. Hai visto cosa succede agli uomini che amano? Perdono l'amore e poi non gli rimane più un cazzo.-- Charles Bukowski
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La Strega di Portobello – P.Coelho
“Cosa desideri tu?
Di certo non puoi voler essere felice, perchè è facile e noioso.
Non puoi desiderare solo di amare, perchè è impensabile.
cos’è che vuoi, eh?
vuoi giustificare la tua vita – viverla nel modo più intenso possibile.
E questo è al tempo stesso, una trappola e un’estasi. Guardati dal pericolo e vivi la gioia, l’avventura di essere la Donna che si trova al di là dell’immagine riflessa nello specchio.”
Di certo non puoi voler essere felice, perchè è facile e noioso.
Non puoi desiderare solo di amare, perchè è impensabile.
cos’è che vuoi, eh?
vuoi giustificare la tua vita – viverla nel modo più intenso possibile.
E questo è al tempo stesso, una trappola e un’estasi. Guardati dal pericolo e vivi la gioia, l’avventura di essere la Donna che si trova al di là dell’immagine riflessa nello specchio.”
IL LIBRO DELL’INQUIETUDINE- Fernando Pessoa
Considero la vita una locanda, dove devo fermarmi fino all’arrivo della diligenza dell’abisso. Non so dove mi condurrà, perché non so niente.
Potrei considerare questa locanda una prigione, perché in essa sono costretto all’attesa; potrei considerarla un luogo in cui socializzare,
perché qui mi ritrovo insieme ad altri. Non sono, però, né impaziente né spontaneamente naturale. [...] Mi siedo alla porta e imbevo i miei occhi e orecchi dei colori e dei suoni del paesaggio, e
canto sommessamente, solo per me, vaghe canzoni che compongo nell’attesa.
Per tutti noi scenderà la notte e arriverà la diligenza. Godo della brezza che mi è data e dell’anima che mi è stata data per goderla, e non mi
pongo altre domande né cerco altro. Se ciò che lascerò scritto nel libro dei clienti, riletto un giorno da qualcuno, potrà intrattenerlo nel transito,
andrà bene. Se nessuno lo leggerà, né si intratterrà, andrà ugualmente bene.
IO COLLEZIONO PENSIERI...NICOLAS BARREAU
In fondo ognuno di noi ha le proprie complessità, le proprie idiosincrasie e fissazioni. Ci sono cose che facciamo e cose che non faremmo mai, o soltanto in determinate circostanze. Cose di cui gli altri ridono, o disapprovano, o se ne meravigliano. Cose stravaganti, che sono solo nostre.
Io, per esempio, colleziono pensieri. Una delle pareti di camera mia è tappezzata di foglietti colorati pieni di pensieri fugaci, che ho fissato proprio perché non andassero perduti. Pensieri su conversazioni captate per caso al ristorante, su rituali e sui motivi per cui sono tanto importanti, pensieri su baci scambiati al parco di notte, sul cuore e sulle stanze d’albergo, sulle mani, le sedie da giardino, le fotografie, sui segreti e su quando vengono svelati, sulla luce tra le foglie degli alberi e sul
tempo quando si ferma.
Le mie brevi annotazioni sono appuntate alla carta da parati come farfalle tropicali, attimi catturati, che non hanno altro scopo se non quello di starmi vicino, e quando apro la portafinestra e un soffio d’aria entra nella stanza fremono leggermente, quasi potessero volare via.
Nella moltitudine Wislawa Szymborska
Sono quella che sono.
Un caso inconcepibile
come ogni caso.
In fondo avrei potuto avere
altri antenati,
e così avrei preso il volo
da un altro nido
così da sotto un altro tronco
sarei strisciata fuori in squame.
Nel guardaroba della natura
c'è un mucchio di costumi:
di ragno, gabbiano, topo di campo.
Ognuno va subito a pennello
ed è portato docilmente
finché si consuma.
Anch'io non ho scelto,
ma non mi lamento.
Potevo essere qualcuno
dì molto meno separato.
Qualcuno d'un banco, formicaio, squame ronzante,
una scheggia dì paesaggio battuta dal vento.
Qualcuno molto meno fortunato,
allevato per farne una pelliccia,
per il pranzo della festa,
qualcosa che nuota sotto un vetrino.
Un albero conficcato nella terra,
a cui si avvicina un incendio.
Un filo d'erba calpestato
dal corso di incomprensibili eventi.
Uno nato sotto una cattiva stella,
che per altri è buona.
E se nella gente destassi spavento,
o solo avversione,
o solo pietà?
Se fossi venuta al mondo
nella tribù sbagliata
e avessi tutte le strade precluse?
La sorte, finora,
mi è stata benigna.
Poteva non essermi dato
il ricordo dei momenti buoni.
Poteva essermi tolta
l'inclinazione a confrontare.
Potevo essere me stessa - ma senza stupore,
e ciò vorrebbe dire
qualcuno totalmente diverso.
Un caso inconcepibile
come ogni caso.
In fondo avrei potuto avere
altri antenati,
e così avrei preso il volo
da un altro nido
così da sotto un altro tronco
sarei strisciata fuori in squame.
Nel guardaroba della natura
c'è un mucchio di costumi:
di ragno, gabbiano, topo di campo.
Ognuno va subito a pennello
ed è portato docilmente
finché si consuma.
Anch'io non ho scelto,
ma non mi lamento.
Potevo essere qualcuno
dì molto meno separato.
Qualcuno d'un banco, formicaio, squame ronzante,
una scheggia dì paesaggio battuta dal vento.
Qualcuno molto meno fortunato,
allevato per farne una pelliccia,
per il pranzo della festa,
qualcosa che nuota sotto un vetrino.
Un albero conficcato nella terra,
a cui si avvicina un incendio.
Un filo d'erba calpestato
dal corso di incomprensibili eventi.
Uno nato sotto una cattiva stella,
che per altri è buona.
E se nella gente destassi spavento,
o solo avversione,
o solo pietà?
Se fossi venuta al mondo
nella tribù sbagliata
e avessi tutte le strade precluse?
La sorte, finora,
mi è stata benigna.
Poteva non essermi dato
il ricordo dei momenti buoni.
Poteva essermi tolta
l'inclinazione a confrontare.
Potevo essere me stessa - ma senza stupore,
e ciò vorrebbe dire
qualcuno totalmente diverso.
- D. Grossman
ci sono cose che non possono avvenire del tutto, fino in fondo. sono troppo grandi per poter trovare un luogo dove avvenire. e solo provano ad avvenire, provano il terreno della realtà per vedere se le può sopportare. e subito arretrano, timorose di perdere la propria completezza in un realizzarsi incompleto. e poi restano nelle nostre biografie quelle macchie bianche, segni odorosi, quelle impronte d’argento perdute dei piedi scalzi degli angeli, sparse in passi giganteschi sui nostri giorni e sulle nostre notti…
Qualcuno con cui correre- D. Grossman
Cosa credi? Che voglia stare sola? Ma sono fatta così, non riesco ad avvicinarmi veramente a nessuno. È un dato di fatto. È come se mi mancasse quella parte dell’anima che si incastra negli altri, come nel Lego. Che si unisce veramente a qualcun altro. Alla fine tutto cade a pezzi. Famiglia, amici. Non resta più niente.»
Giampaolo Vincenzi
Un mio amico... un poeta...
Non è prendendo a calci i miei sogni
che costruirai i tuoi...
Non è nulla di tutto questo
che riuscirà a calmare il tuo mare...
Solo quando i tuoi pensieri riemergeranno alti sulle rovine
evitando conchiglie spezzate e chiodi arrugginiti
rinascerai in quello che accade
al di sopra delle parole meschine
in una salvezza
in una melodia
in un desiderio
in un ballo appassionato
in un abbraccio illusorio d'eternità…
Un istante ordinato in cui ti perderai
ritrovando me...
Giampaolo Vincenzi
che costruirai i tuoi...
Non è nulla di tutto questo
che riuscirà a calmare il tuo mare...
Solo quando i tuoi pensieri riemergeranno alti sulle rovine
evitando conchiglie spezzate e chiodi arrugginiti
rinascerai in quello che accade
al di sopra delle parole meschine
in una salvezza
in una melodia
in un desiderio
in un ballo appassionato
in un abbraccio illusorio d'eternità…
Un istante ordinato in cui ti perderai
ritrovando me...
Giampaolo Vincenzi
Sulla Sponda del Fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto
L'amore è sempre nuovo. Non importa che amiamo una, due, dieci volte nella vita:
ci troviamo sempre davanti a una situazione che non conosciamo.
L'amore può condurci all'inferno o in paradiso,
comunque ci porta sempre in qualche luogo.
E' necessario accettarlo,
perché esso è ciò che alimenta la nostra esistenza.
Se non lo accettiamo, moriremo di fame
pur vedendo i rami dell'albero della vita carichi di frutti:
non avremo il coraggio di tendere la mano e di coglierli.
E' necessario ricercare l'amore là dove si trova,
anche se ciò potrebbe significare ore, giorni,
settimane di delusione e di tristezza.
Perché, nel momento in cui partiamo in cerca dell'amore,
anche l'amore muove per venirci incontro, e ci salva...
Sulla Sponda del Fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto
So che l'amore è come le dighe:
se lasci una breccia dove possa infiltrarsi un filo d'acqua,
a poco a poco questo fa saltare le barriere.
E arriva un momento in cui nessuno riesce più a controllare
la forza delle barriere.
Se le barriere crollano,
l'amore si impossessa di tutto.
E non importa più cio' che è possibile o impossibile,
non importa se possiamo
continuare ad avere la persona amata accanto a noi:
amare significa perdere il controllo.
Paulo Coelho
Il ragazzo che apriva la fila .Almudena Grandes
Non ho niente perché non so spiegare cos’ho, pensai mentre reggevo il suo sguardo e vedevo che sorrideva e ricambiavo il suo sorriso, non ho niente perché non so come si chiama, di cosa si tratta, se è una cosa vera o non lo è, se sono io che non capisco le cose o le cose che non si fanno capire. .................................................... eppure non posso smettere di rimuginare su quello che mi sta succedendo, sulle cose che hanno improvvisamente cominciato a piacermi e su quelle che non mi piacciono più.
Altri libertini - Pier Vittorio Tondelli
Lacrime lacrime non ce n’è mai abbastanza quando vien su la scoglionatura, inutile dire cuore mio spaccati a mezzo come un uovo e manda via il vischioso male, quando ti prende lei la bestia non c’è da fare proprio nulla solo stare ad aspettare un giorno appresso all’altro. E quando viene comincia ad attaccarti la bassa pancia, quindi sale su allo stomaco e lo agita in tremolio di frullatore e dopo diventa ansia che è come un sospiro trattenuto che dice vengo su eppoi non viene mai.”
"Si porta appresso nevralgie d’ossa, brufoletti sulle labbra o nel fondoschiena ma poi i più gravi mali, quelli della vocina; cioè chi sei? cosa fai? dove vai?qual è il tuo posto nel GranTrojajo?cheffarai?eppoi ancora quelli più deleteri, i mali del non so giammai né perché venni al mondo né cosa sia il mondo né cosa io stesso mi sia e quando son proprio gravi persino il non so quale sia il mio sesso né il corpo né la caccamia, cioè i disturbi dubitativi della decadenza"
"Si porta appresso nevralgie d’ossa, brufoletti sulle labbra o nel fondoschiena ma poi i più gravi mali, quelli della vocina; cioè chi sei? cosa fai? dove vai?qual è il tuo posto nel GranTrojajo?cheffarai?eppoi ancora quelli più deleteri, i mali del non so giammai né perché venni al mondo né cosa sia il mondo né cosa io stesso mi sia e quando son proprio gravi persino il non so quale sia il mio sesso né il corpo né la caccamia, cioè i disturbi dubitativi della decadenza"
A volte arrivi sola- Giampaolo Vincenzi
A volte arrivi sola
mentre resto ad ascoltare
i suoni dentro, i suoni perduti
improvvisamente svaniti.
Spesso mi prendi come un temporale
mi trovo a sorvolare coltri di nuvole accavallate
sentendo vibrare dentro tutte le passioni
i venti, le tempeste e le loro convulsioni.
A volte confondi le idee, confondi i pensieri
di colpo mi arresto e basterebbe un solo gesto
un segno
per capire quello che i miei occhi guardano senza vedere.
per ridargli la luce e vedere cos'è.
Undici minuti- Paulo Choelo
C'era una volta un uccellino,con ali perfette e piume lucenti, colorate e meravigliose. Insomma, un animale creato per volare in libertà nel cielo, e rallegrare chiunque lo vedesse.Un giorno, una donna vide questo uccellino e se ne innamorò. Stupefatta, si fermò a osservarne il volo con il cuore che batteva all'impazzata, e gli occhi brillanti di emozione. Lo invitò a volare vicino a lei, e insieme vagarono attraverso i cieli e le terre in perfetta armonia. Lei ammirava, venerava, celebrava quell'uccellino.Ma poi pensò: 'E se volesse conoscere le montagne lontane?' Ebbe paura. Paura di non provare mai più quel sentimento con altri uccellini. E provò anche invidia: invidia per la sua capacità di volare.Si sentiva sola.E allora disse: 'Preparerò una trappola. La prossima volta che arriverà, non potrà più andare via.'L'uccellino, parimenti innamorato, tornò il giorno seguente, cadde nella trappola e fu imprigionato in una gabbia.Lei trascorreva ore a guardarlo, tutti i giorni. Era l'ogetto della sua passione e lo mostrava alle amiche, che dicevano: "Ma tu hai davvero tutto." Poi cominciò a verificarsi una strana trasformazione: visto che possedeva l'uccellino, e non aveva più bisogno di conquistarlo, lentamente perse interesse per lui. E l'uccellino, non potendo volare ed esprimere il senso della propria vita, a poco a poco deperì, la lucentezza delle sue piume svanì e divenne brutto. La donna non gli prestava più attenzione, se non per nutrirlo e pulirgli la gabbia.Un giorno, l'uccellino morì. Lei ne fu profondamente rattristata e iniziò a pensare sempre a lui. Tuttavia non si ricordava della gabbia, rammentava soltanto il giorno in cui lo aveva visto per la prima volta, mentre volava felice fra le nuvole.
Lo Zahir-Paulo Coelho
Bisogna sempre sapere quando una fase giunge alla fine.
Concludere un ciclo,
chiudere un uscio,
terminare un capitolo:
non importa come lo si definisca,
ciò che conta è lasciare nel passato quei momenti di vita che sono finiti.
Tagliare tutto quello che non c'entra,
che ingombra,che toglie serenità e spesso l'aria dai polmoni,
tagliare l'inutilità,l'ipocrisia forzata dei falsi sorrisi,
della finta comprensione di chi dice di conoscerti,
di capirti ma poi in realtà se ne frega di te,
di quello che pensi,di quello che hai da dire.
Non esiste il diritto all'oblio,
non esiste il diritto di essere dimenticati,
non esiste il diritto di interferire nella vita degli altri,
esiste però il diritto al rispetto,
quello che fa rispondere almeno con un "sì,grazie",
oppure con un "no,non mi interessa" quali che siano le cose che ci vengono dette.
A un cerbiatto somiglia il mio amore- D.Grossman
Un tempo, quando ero ancora vivo, pace all'anima mia, se tu mi avessi detto che era questo che mi aspettava, una vita come questa, l'avrei fatta finita all'istante. Oggi so che non è poi così terribile. Si può decisamente fare. Sì:
Ma che cosa significa non provare gusto per la vita?Spiegami.
Avram riflettè: non c'è niente che mi faccia veramente male nè che mi rallegri. Vivo per vivere, Perchè per caso non muoio
Ma che cosa significa non provare gusto per la vita?Spiegami.
Avram riflettè: non c'è niente che mi faccia veramente male nè che mi rallegri. Vivo per vivere, Perchè per caso non muoio
Normalità (Paulo Coelho)
E’ considerato normale …
1]Qualsiasi cosa che ci faccia dimenticare la nostra vera identità ed i nostri sogni e che ci faccia appena lavorare per produrre e riprodursi.
2] Avere regole per una guerra (convenzione di Ginevra).
3] Impiegare diversi anni studiando all’università e dopo non conseguire un lavoro.
4] Lavorare dalle nove della mattina alle cinque della sera in qualcosa che non da nessuna soddisfazione, a condizione di poter andare in pensione dopo trenta anni.
5] Andare in pensione, scoprire allora che non si ha energia per godere della vita e morire poco anni dopo di noia.
6] Usare botulino.
7] Cercar di tenere successo economico invece di cercare la felicità.
8] Ridicolizzare chi cerca la felicità invece del denaro, qualificandola come persona poco ambiziosa.
9] Comprare oggetti come automobili, case, vestiti e definire la vita in funzione di questi beni, invece di cercare di indagare il vero senso della vita.
10] Non parlare con gli estranei. Criticare il vicino.
11] Considerare che i genitori hanno sempre ragione.
12] Sposarsi, avere figli e continuare insieme quantunque l’amore sia terminato, adducendo che è per il bene dei bambini (come se loro non presenziassero alle continue liti).
13] Criticare a tutti quelli che cercano di essere diversi.
14] Cominciare il giorno con una sveglia isterica al lato del letto.
15] Credere che è assoluta verità tutto quello che è stampato.
16] Portare un pezzo di tela colorato legato al collo, senza nessuna utilità conosciuta, però che tutti conoscono con il pomposo nome di “cravatta”.
17] Mai essere diretto nelle domande quantunque l’altra persona comprenda quello che tu voglia sapere.
18] Avere il sorriso sempre stampato sulle labbra quando si ha una voglia matta di mettersi a piangere. Ed avere pietà per tutti quelli che dimostrano i propri sentimenti intimi.
19] Pensare che l’arte è meritevole di una fortuna o che non merita assolutamente nulla.
20] Disprezzare sistematicamente quello che si è ottenuto facilmente, poiché, dal momento che non è stato raggiunto utilizzando il “sacrificio necessario”, non è meritevole di lode.
21] Seguire la moda, incluso quando sembra ridicola e scomoda.
22] Essere convinti che tutte le persone famose devono possedere enormi quantità di denaro.
23] Dedicare molti sforzi alla bellezza esteriore e preoccuparsi poco per quella interiore.
24] Usare tutti i mezzi disponibili per dimostrare che, pur essendo una persona normale, uno è infinitamente superiore a tutti gli esseri umani.
25] A bordo di un mezzo di trasporto pubblico, non guardare mai direttamente agli occhi della gente, dal momento che ciò potrebbe intendersi come un tentativo di seduzione.
26] All’entrare in un ascensore, mantenersi proiettati sulla porta di uscita e comportarsi come se non fosse presente alcun essere umano all’interno,
per affollato che sia questo luogo.
27] Mai mettersi a ridere a crepapelle in un ristorante, per divertente che sia il discorso.
28] Nell’emisfero nord, scegliere il vestiario che si porta in accordo con la stagione dell’anno: braccia nude in primavera (per tanto freddo che faccia) e maglia di lana in autunno (sebbene faccia molto caldo).
29] Nell’emisfero sud, riempire l’albero di natale di cotone bianco, anche se l’inverno non ha nulla a che vedere con la nascita di Cristo.
30] Quando qualcuno invecchia, credersi l’uomo più saggio del mondo, anche se molte volte non si è vissuto sufficientemente per comprendere il giusto significato dell’esistenza.
31] Andare ad una festa di beneficienza e credere che con questo si è fatto abbastanza per mettere fine alle diseguaglianze sociali.
32] Mangiare tre volte al giorno anche se non si ha fame.
33] Credere che gli altri sempre ci superano in tutto: sono più attraenti, più competenti, più ricchi, più intelligenti, etc. E’ molto rischioso avventurarsi più in là dei propri limiti: è più conveniente non fare nulla.
34] Fare della propria vettura un mezzo per sentirsi potente e capace di dominare il mondo.
35] Usare linguaggio volgare nel traffico.
36] Pensare che tutto il male che fa il proprio figlio è per colpa delle cattive compagnie.
37] Sposarsi con la prima persona che dispone di un certo status sociale. L’amore può attendere.
38] Ripetere continuamente “Io almeno ci ho provato”, anche se non si ha provato assolutamente nulla.
39] Rinviare le esperienze più interessanti della vita per quando non rimarranno più forze per portarle a termine.
40] Scappare dalla depressione con massicce dosi quotidiane di televisione.
41] Pensare che tutto quello conquistato si può ritenere come sicuro per sempre.
42] Credere che alle donne non piace il calcio e che agli uomini non piace la decorazione di interni.
43]Dare al governo la colpa di tutto.
44] Essere convinto che essere una brava persona, decente e rispettosa significhi che gli altri la considerino debole, vulnerabile e facilmente manipolabile.
45] Essere convinti che la aggressività e la maleducazione nei rapporti con gli altri equivalga ad avere una forte personalità.
46] Avere paura della fibroscopia (per gli uomini) e della gravidanza (per le donne).
47] Ed infine, credere che la religione di uno, oltre ad essere la sola a possedere la verità assoluta, è la più importante, la migliore e che tutti gli esseri umani di questo immenso pianeta che credano in un’altra manifestazione di Dio, siano condannati al fuoco dell’inferno.
1]Qualsiasi cosa che ci faccia dimenticare la nostra vera identità ed i nostri sogni e che ci faccia appena lavorare per produrre e riprodursi.
2] Avere regole per una guerra (convenzione di Ginevra).
3] Impiegare diversi anni studiando all’università e dopo non conseguire un lavoro.
4] Lavorare dalle nove della mattina alle cinque della sera in qualcosa che non da nessuna soddisfazione, a condizione di poter andare in pensione dopo trenta anni.
5] Andare in pensione, scoprire allora che non si ha energia per godere della vita e morire poco anni dopo di noia.
6] Usare botulino.
7] Cercar di tenere successo economico invece di cercare la felicità.
8] Ridicolizzare chi cerca la felicità invece del denaro, qualificandola come persona poco ambiziosa.
9] Comprare oggetti come automobili, case, vestiti e definire la vita in funzione di questi beni, invece di cercare di indagare il vero senso della vita.
10] Non parlare con gli estranei. Criticare il vicino.
11] Considerare che i genitori hanno sempre ragione.
12] Sposarsi, avere figli e continuare insieme quantunque l’amore sia terminato, adducendo che è per il bene dei bambini (come se loro non presenziassero alle continue liti).
13] Criticare a tutti quelli che cercano di essere diversi.
14] Cominciare il giorno con una sveglia isterica al lato del letto.
15] Credere che è assoluta verità tutto quello che è stampato.
16] Portare un pezzo di tela colorato legato al collo, senza nessuna utilità conosciuta, però che tutti conoscono con il pomposo nome di “cravatta”.
17] Mai essere diretto nelle domande quantunque l’altra persona comprenda quello che tu voglia sapere.
18] Avere il sorriso sempre stampato sulle labbra quando si ha una voglia matta di mettersi a piangere. Ed avere pietà per tutti quelli che dimostrano i propri sentimenti intimi.
19] Pensare che l’arte è meritevole di una fortuna o che non merita assolutamente nulla.
20] Disprezzare sistematicamente quello che si è ottenuto facilmente, poiché, dal momento che non è stato raggiunto utilizzando il “sacrificio necessario”, non è meritevole di lode.
21] Seguire la moda, incluso quando sembra ridicola e scomoda.
22] Essere convinti che tutte le persone famose devono possedere enormi quantità di denaro.
23] Dedicare molti sforzi alla bellezza esteriore e preoccuparsi poco per quella interiore.
24] Usare tutti i mezzi disponibili per dimostrare che, pur essendo una persona normale, uno è infinitamente superiore a tutti gli esseri umani.
25] A bordo di un mezzo di trasporto pubblico, non guardare mai direttamente agli occhi della gente, dal momento che ciò potrebbe intendersi come un tentativo di seduzione.
26] All’entrare in un ascensore, mantenersi proiettati sulla porta di uscita e comportarsi come se non fosse presente alcun essere umano all’interno,
per affollato che sia questo luogo.
27] Mai mettersi a ridere a crepapelle in un ristorante, per divertente che sia il discorso.
28] Nell’emisfero nord, scegliere il vestiario che si porta in accordo con la stagione dell’anno: braccia nude in primavera (per tanto freddo che faccia) e maglia di lana in autunno (sebbene faccia molto caldo).
29] Nell’emisfero sud, riempire l’albero di natale di cotone bianco, anche se l’inverno non ha nulla a che vedere con la nascita di Cristo.
30] Quando qualcuno invecchia, credersi l’uomo più saggio del mondo, anche se molte volte non si è vissuto sufficientemente per comprendere il giusto significato dell’esistenza.
31] Andare ad una festa di beneficienza e credere che con questo si è fatto abbastanza per mettere fine alle diseguaglianze sociali.
32] Mangiare tre volte al giorno anche se non si ha fame.
33] Credere che gli altri sempre ci superano in tutto: sono più attraenti, più competenti, più ricchi, più intelligenti, etc. E’ molto rischioso avventurarsi più in là dei propri limiti: è più conveniente non fare nulla.
34] Fare della propria vettura un mezzo per sentirsi potente e capace di dominare il mondo.
35] Usare linguaggio volgare nel traffico.
36] Pensare che tutto il male che fa il proprio figlio è per colpa delle cattive compagnie.
37] Sposarsi con la prima persona che dispone di un certo status sociale. L’amore può attendere.
38] Ripetere continuamente “Io almeno ci ho provato”, anche se non si ha provato assolutamente nulla.
39] Rinviare le esperienze più interessanti della vita per quando non rimarranno più forze per portarle a termine.
40] Scappare dalla depressione con massicce dosi quotidiane di televisione.
41] Pensare che tutto quello conquistato si può ritenere come sicuro per sempre.
42] Credere che alle donne non piace il calcio e che agli uomini non piace la decorazione di interni.
43]Dare al governo la colpa di tutto.
44] Essere convinto che essere una brava persona, decente e rispettosa significhi che gli altri la considerino debole, vulnerabile e facilmente manipolabile.
45] Essere convinti che la aggressività e la maleducazione nei rapporti con gli altri equivalga ad avere una forte personalità.
46] Avere paura della fibroscopia (per gli uomini) e della gravidanza (per le donne).
47] Ed infine, credere che la religione di uno, oltre ad essere la sola a possedere la verità assoluta, è la più importante, la migliore e che tutti gli esseri umani di questo immenso pianeta che credano in un’altra manifestazione di Dio, siano condannati al fuoco dell’inferno.
Ho un corpo -Joumana Haddad
Ho un corpo che attende in fondo all'oceano.
Ho un corpo che e' come un vulcano,
Il cui cratere l'acqua lambisce
Affinche' non emetta piacere prima che l'amore arrivi.
Ho un corpo che non lo so.
Puo' essere un granello di sabbia
O un pesce rosso
Oppure una perla in una conchiglia.
Ma scopriro' il suo sapore
Con due labbra che bruceranno
E una lingua che se lo prendera',
E con la lava che ha un suono
Come entrare in Paradiso.
In fondo all'oceano,
Dentro a bolle di desiderio,
Ho un corpo per te,
E ho un domani e un'eternita':
Un domani in cui mi raggiungerai
E un'eternita' in cui aprirai la conchiglia
Lentamente,
Con tutta la lentezza che desidero
E tu ne sei capace.
Ho un corpo che e' come un vulcano,
Il cui cratere l'acqua lambisce
Affinche' non emetta piacere prima che l'amore arrivi.
Ho un corpo che non lo so.
Puo' essere un granello di sabbia
O un pesce rosso
Oppure una perla in una conchiglia.
Ma scopriro' il suo sapore
Con due labbra che bruceranno
E una lingua che se lo prendera',
E con la lava che ha un suono
Come entrare in Paradiso.
In fondo all'oceano,
Dentro a bolle di desiderio,
Ho un corpo per te,
E ho un domani e un'eternita':
Un domani in cui mi raggiungerai
E un'eternita' in cui aprirai la conchiglia
Lentamente,
Con tutta la lentezza che desidero
E tu ne sei capace.
Il libro dell' inquietudine - Fernando Pessoa
"Ho avuto desideri, ma mi è stata negata la ragione di averli.
Per ogni cosa ho esitazione, spesso senza sapere perché..
Non ho mai avuto l' arte di vivere in maniera attiva.
Ho sempre sbagliato i gesti che nessuno sbaglia.
Ho sempre fatto il possibile per tentare di fare quello che tutti sanno fare.
Voglio sempre ottenere ciò che gli altri riescono a ottenere senza volerlo.
Fra me e la vita ci sono sempre stati dei vetri opachi...
Fra me e la vita ci sono sempre stati dei vetri opachi...
Non ho mai saputo se era eccessiva la mia sensibilità per la mia intelligenza
o la mia intelligenza per la mia sensibilità.
Ho tardato sempre. Non so per quale delle due ho tardato: forse per
entrambe, o per l' una o per l' altra. O forse la terza ha tardato."
Ho tardato sempre. Non so per quale delle due ho tardato: forse per
entrambe, o per l' una o per l' altra. O forse la terza ha tardato."
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